Basta promettere: le 7 risoluzioni da buttare quest'anno (e cosa fare al loro posto)
Gennaio è il mese in cui l'Italia si divide in due categorie: chi si è già iscritto in palestra e chi sta ancora decidendo quale palestra. Statistica spiacevole ma onesta: la maggior parte di noi, a fine febbraio, sarà tornata al punto di partenza, con l'abbonamento pagato e la coscienza sporca come un forno a carnevalata.
E allora facciamo una cosa diversa quest'anno. Invece di promettere, smettiamo di promettere. Ecco la lista dei propositi che, con la massima autoironia, dichiariamo ufficialmente di non mantenere — e cosa potremmo fare al loro posto.
1. "Da lunedì vado in palestra tutti i giorni"
Andrai in palestra. Una volta. Ti farai la foto allo specchio, la posterai, e poi la palestra diventerà un luogo dove vai a pagare l'abbonamento con dignità.
Invece: scegli un movimento che non sembri un dovere. Ballare in cucina conta. Portare il cane fuori più a lungo conta. Le scale invece della scala mobile contano doppio, e sono gratis.
2. "Quest'anno risparmio sul serio"
Sul serio. Finché non arriva l'occasione su quel paio di scarpe, o l'amico che organizza il weekend fuori porta, o il martedì emotivo in cui l'unico rimedio è una pizza da portare a casa.
Invece: smetti di puntare al risparmio eroico e punta a quello noioso e automatico. Un piccolo bonifico mensile che parte da solo vale più di mille buoni propositi. Il portafoglio, come gli amici, preferisce costanza a promesse.
3. "Esco dai social"
Lo scrivi proprio sui social, con uno story drammatico e magari una citazione profonda. Rientri in tre giorni, di solito il giovedì, giorno debole.
Invece: non uscire, ma ridimensionare. Togli le notifiche, metti un limite giornaliero, e soprattutto: segui meno account che ti fanno stare male e più account che ti fanno ridere. Il problema non è il social, è il tipo di scroll.
4. "Chiamo più spesso i miei amici"
Bello, vero? E poi arriva febbraio, e la chat di gruppo è ferma da tre settimane, e ognuno pensa che siano gli altri a non scrivere.
Invece: smetti di puntare alla chiamata solenne e punta al gesto micro. Un vocale di trenta secondi mentre torni a casa, un meme inviato senza motivo, un "ho visto questo e ho pensato a te". Le amicizie non muoiono per mancanza di grandi gesti, ma per mancanza di piccoli.
5. "Da quest'anno mangio tutto sano, zero zuccheri"
Fino alla prima torta di compleanno in ufficio. Che a gennaio, tra festeggiamenti vari e cene post-festività, arriva praticamente subito.
Invece: la regola dell'80/20. Mangia bene nell'ottanta per cento dei casi e goditi il resto senza drammi. La colpa, si sa, è il condimento più calorico di tutti.
6. "Leggo un libro alla settimana"
Comprerai quattro libri a gennaio (li leggiamo tutti, noi di Blumer & Friends, lo giuriamo) e li lascerai sul comodino a fare da posatoi per il telefono.
Invece: dieci pagine al giorno. Non una settimana, non un libro: dieci pagine. È così poco che non puoi dire di no, ed è così tanto che a fine anno hai finito una decina di libri. La matematica, a volte, è solidale.
7. "Quest'anno cambio vita"
Il più grande di tutti. Il proposito ombrello sotto cui riporli tutti. Cambiare vita è affascinante perché non richiede di iniziare niente oggi: richiede solo di volerlo, da lontano, comodamente.
Invece: cambia una cosa sola. Un'abitudine, una stanza, una persona da richiamare. Le vite si cambiano a rate, come i divani: piccola cifra ogni mese, e un giorno ti accorgi che il conto è saldato.
Il segreto, alla fine, è questo
I propositi falliscono perché sono promesse fatte a un'immagine ideale di noi stessi: quella versione iper-organizzata, in forma, ricca e serena che esiste solo nelle pubblicità di gennaio. Le cose che funzionano, invece, sono quelle che non richiedono di diventare qualcun altro. Solo di fare una piccola cosa, oggi, e magari anche domani.
E se anche questo non vi riesce, sappiate che ci siete in buona compagnia: noi qui in redazione abbiamo già "smesso di fumare", "detox digitale" e "corso di inglese" nella lista dei propositi non mantenuti dal 2019 in qua. Il buon umore, quello, è l'unico che non abbiamo mai mollato.